islanda in camper via faroe

Isole FarOer e Islanda in camper dall’Italia

Le parole e le immagini non bastano per raccontare l’on the road più pazzesco vissuto fino ad ora, il viaggio dal Piemonte all’Islanda in camper, passando per le isole FarOer (e riassumere tre settimane pazzesche, e oltre 1400 scatti… è dura!).

Vorrei potervi trasmettere l’emozione di ognuno dei 6mila km percorsi, lo stupore che esplode proprio come un geiser, le lacrime di gioia che non si riescono a trattenere davanti alla laguna di ghiaccio accesa dal sole.

Siamo partiti dall’Italia il 10 giugno e rientrati il 3 luglio, quindi pieno solistizio d’estate, un momento magico per il Grande Nord, con 24 ore di luce.

Abbiamo scelto di raggiungere l’Islanda in camper via terra, perché ci affascinava l’idea di metterci “il giusto tempo”, attraversando tanti altri luoghi interessanti, e di fermarci qualche giorno alle Faroe, che sono una meraviglia assoluta.

Essendo in quattro, con due bimbi di 6 e nemmeno 4 anni, è stata anche un’esigenza di prezzi e praticità: con il camper, abbiamo evitato di fare/disfare le valigie ogni notte e avevamo l’opzione di cucinare ogni pasto e di adeguare il programma ad eventuali difficoltà col meteo (siamo stati molto fortunati, ma non era scontato!).

Mi riprometto di scrivere un altro post con i dettagli dell’itinerario con tappe, traghetto Smyril, aree di sosta ed escursioni; in questo, condivido un piccolo riassunto video e le emozioni incontenibili.

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GRAZIE GRAZIE GRAZIE ancora e per sempre, a tutti gli amici e i parenti che ci hanno permesso di realizzare questo sogno, contribuendo alla nostra lista per questo viaggio di nozze on the road con bimbi al seguito.

L’Islanda ci ha rapito il cuore, facendoci sentire il respiro della Terra e il suo pulsare vivo e bollente sotto i piedi.

Le FarOer forse ci hanno sorpresi persino di più, con paesaggi che definire mozzafiato è ingeneroso. Non nascondo che ho avuto diverse remore “morali” ad includerle nel nostro itinerario: ho riflettuto a lungo se viaggiare in una destinazione che consente una mattanza come il Grindagrap… poi ho pensato che l’opportunità di una sosta logistica durante la lunga traversata verso Nord, poteva essere l’occasione anche per approfondire, cercare di capire meglio e soprattutto farmi un’idea di persona, sospendendo il (pre)giudizio.

Non ho cambiato idea sull’avversione verso quel tipo di pratica. Ma raggiungere via mare un arcipelago così remoto, costringe a interrogarsi sulla supremazia della natura e rende plausibile prendere in considerazione alcune motivazioni storiche.

Spero davvero che il video riesca a trasmettere almeno in parte la bellezza di questo viaggio, ma soprattutto a far capire che è possibile vivere un’avventura straordinaria anche con bambini piccoli al seguito.

Luna di miele ce n’è una sola… ma di avventure in van, speriamo proprio di viverne e condividerne tante altre!